Verdicchio di Matelica DOC

 
Tre sono le tipologie disponibili: Verdicchio di Matelica, Spumante, Riserva e Passito.
I livelli più elevati di abbinamento si raggiungono con i primi e secondi piatti di pesce.  Ottimo è anche l’accostamento ad antipasti crudi, ai salumi e alle carni bianche. 
Grazie alla ricchezza boschiva, faunistico-botanica e storico-artistica, quest’area si presta ad un gradevolissimo soggiorno incorniciato dai caratteristici sapori della cucina locale e dalla produzione di vini pregiati, il cui principe indiscusso è il Verdicchio di Matelica. La viticoltura è antichissima in questa regione: testimonianze paleobotaniche risalenti al periodo piceno, indicano uno sviluppo fiorente della viticoltura a partire dall’VIII secolo a.c. Nel 1579, il notaio matelicese Niccolò Attucci per primo nominò espressamente il vitigno che dà il nome al vino di Matelica: il Verdicchio. Il Verdicchio è riconosciuto vino D.O.C. il 21 luglio 1967 e Riserva D.O.C.G. nel 2009. Il comprensorio di produzione è situato nel cuore dell’Alta Vallesina, abbracciando i Comuni di Camerino, Castelraimondo, Cerreto d’Esi, Esanatoglia, Fabriano, Gagliole e Matelica. La disposizione nord-sud di questa valle, la sinclinale camerte, impedisce l’arrivo degli influssi marini, generando un microclima mediterraneo-continentale e l’effetto di questo clima dà origine ad un’uva ricca di estratti, aromi e polifenoli che si traduce in un vino di grande struttura e complessità, ben disposto all’invecchiamento. Il vino, che si ottiene con uva di vitigno Verdicchio, nel quale possono concorrere vitigni autorizzati a bacca bianca fino ad un massimo del 15%, ha aspetto brillante, colore paglierino, profumo delicato che sprigiona una fragranza fresca di frutta non completamente matura e un gusto asciutto e morbido con retrogusto gradevolmente amarognolo. Può essere bevuto giovane o invecchiato.

 

 

 
 
 

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