Mulino di Ponte Vecchio

 
Oggetto di una recente ristrutturazione volta a mostrare le antiche tecniche di macinatura del grano, oggi il mulino di Ponte Vecchio è destinato ad attività molitoria e a museo della storia contadina, luogo in cui i visitatori hanno la possibilità di osservare le attrezzature antiche, gli strumenti e gli utensili adoperati per i lavori agricoli e artigiani. Sebbene la sua attività sia documentata dal 1658, anno in cui il cardinal legato Omodei ne decise la costruzione (o il restauro), il molino di Ponte Vecchio, conosciuto anche come il mulino “del ponte” o “della Comunità”, sembrerebbe vantare origini molto più antiche, risalenti addirittura al 1200, anno della fondazione del Castello, che veniva rifornito di farina e pane proprio dal mulino stesso. Altri documenti, poi, attestano la sua presenza nel 1430, nominando un passaggio sotterraneo che metteva in comunicazione il Palazzo Vandini con la struttura molitoria. Alimentato dalle acque del Torrente Mutino, il mulino di Ponte Vecchio ha rappresentato per secoli un macchinario di grande rilevanza, al punto che numerose comunità dei territori circostanti raggiungevano la zona per macinare il grano. Dotata di due macine, una per le biade e una per il grano, e di una ingualchiera per la follatura dei panni, la struttura è composta da tre ampi stabili in muratura di pietra suddivisi in numerosi locali, di bottaccio per conservare l’acqua e da una torre utilizzata, in passato, per l’avvistamento dei nemici e dunque alla difesa. In funzione sono due apparati molitori con antiche macine in pietra, messi in movimento da energia elettrica; destinato a scopi didattici è altresì una stanza in cui un apparato molitorio azionato ad acqua svolge la sua antica funzione di molitura. L’ingente quantità di documentazione fotografica, testuale e archivistica sui mulini ad acqua conservata nella struttura fa parte della mostra allestita all’interno dell’edificio stesso. Prevista anche la proiezione di filmati e diapositive di settore in occasione delle visite scolastiche e turistiche. Nel locale più spazioso, inoltre, è stata predisposta l’esposizione di prodotti gastronomici locali, con possibilità di assaggio e vendita.
 
 
 

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dal Blog #DestinazioneMarche