CELEBRAZIONI DANTESCHE 2021
 

CELEBRAZIONI DANTESCHE 2021

La Divina Commedia: luoghi e personaggi del ‘Sommo Poeta’ nelle Marche

Il 2021 segna le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri che, ne “La Divina Commedia, descrisse luoghi e personaggi storici delle Marche, veri e propri punti focali della narrazione, trasformandoli, sospesi tra mito e poesia, in icone e simboli della letteratura universale.

Celebre tra questi è la passione degli amanti Paolo e Francesca nel castello di Gradara cantata nel V Canto dell’Inferno, scelti tra i peccatori del primo cerchio, i lussuriosi, per il loro amore adulterino. Qui, la giovane Francesca fu data in sposa dalla sua famiglia a Gianciotto Malatesta, signore di Rimini, benché innamorata del ‘bel Polo’, fratello di Gianciotto. Ancora oggi, nel Castello di Gradara, a ricordare i due infelici amanti vi è una Camera a loro dedicata, dove ammirare il camino marmoreo in cui arde una fiamma perenne per omaggiare questo amore contrastato e inestinguibile, reso perpetuo dai versi danteschi.

Incantevole è il panorama che si scorge dal vicino promontorio di Fiorenzuola di Focara, borgo a metà tra i verdeggianti sentieri del Parco Regionale del Monte San Bartolo e le scogliere di bianca falesia a picco sul mare, da cui i sicari dei Malatesta erano soliti sbarazzarsi dei nemici, come i malcapitati Guido Del Cassero e Angiolello da Carignano, “i due miglior da Fano”.

Rimanendo intorno alle vicende dei Malatesta, si scopre un illustre personaggio, Jacopo del Cassero, originario di Fano, città che rimase impressa al Poeta, cantata per ben due volte nell’Opera, alla pari di Roma e Bologna. Turbato e commosso dal tragico destino dell’uomo, fatto uccidere per vendetta, Dante accoglie nel Purgatorio il desiderio di pace di quest’anima attraverso una visione lirica della sua terra, “quel paese che siede tra Romagna e quel di Carlo”. Con questi versi il Sommo Poeta si serve di Jacopo per indicare le Marche, stupendamente circoscritte tra i loro confini, a nord la Romagna, a sud il Regno di Napoli retto nel 1.300 da Carlo II D’Angiò, donando alla regione una delle prime, se non la prima lettura storico-geografica della storia.

Addentrandosi nel cuore del Montefeltro vi è poi un altro luogo narrato da Dante per la sua forte carica spirituale. Incastonato come una perla tra i boschi rigogliosi che si estendono fino alle pendici del Monte Catria, l’Eremo di Santa Croce di Fonte Avellana rappresenta il fulcro dell’esistenza carismatica di San Pier Damiani, evocato da Dante nel Paradiso. Attraverso le parole del Santo, vero esempio di rettitudine, il Poeta si fa portavoce del suo desiderio di rinnovamento della cristianità. Di grande suggestione è l’ipotesi che San Pier Damiani abbia trascorso un periodo di ritiro in una chiesa sul mare Adriatico, “nella Casa di Nostra Donna in sul lito adriano”. Si pensa alla Chiesetta di S. Maria di Portonovo, piccolo gioiello romanico immerso tra le verdeggianti pinete del Parco Regionale del Monte Conero, o al colle panoramico dove sorge il Santuario Mariano della Santa Casa di Loreto.

Lasciando questi luoghi silenziosi volti alla contemplazione, il Poeta riporta il lettore alla caducità della vita terrena ripercorrendo le affollate vie di mercanti e artigiani che dovevano affollare la fiorente Senigallia, per ciò bramata da molti personaggi illustri della Commedia, così come il borgo fortificato di Urbisaglia. Sorta sulle rovine della celebre città romana di Urbs Salvia, importante crocevia commerciale, era conosciuta già a quel tempo per le architetture monumentali dei suoi teatri e anfiteatri, tuttoggi visitabili nel Parco archeologico.

Camminando sulle orme di un glorioso passato, non si può che giungere alla magnificenza dell’Imperatore Federico II di Svevia, oggetto di duplice tributo nei canti X e XIII dell’Inferno, poiché artefice di un nuovo ideale di vita e di cultura che pose fine al feudalesimo. Nella sua città natale, Jesi, è possibile rivivere un viaggio attraverso il tempo e lo spazio nei luoghi magici dove riecheggiano eroiche gesta, come la monumentale Piazza Federico II, in cui tutto ebbe inizio, e il Museo Stupor Mundi, dove scoprire i castelli dell’Imperatore, volare con i suoi falchi e rievocare epiche battaglie.

Sorvolando dolcemente i lunghi crinali coltivati si raggiunge Fermo, città del Girifalco e delle cisterne romane, in cui Dante trascorse un periodo d’esilio presso la Curia Pontificia locale, per poi fare rotta verso il bacino del Fiume Tronto, menzionato nel Paradiso per tracciare le terre del Re Carlo Martello.

Sullo sfondo di tutti questi luoghi, il dolce e accogliente paesaggio marchigiano, ricco di storia e cultura, si offre come perfetta cornice di uno capolavori indiscussi della letteratura italiana e non solo.

In occasione delle Celebrazioni Dantesche del 2021, la Regione Marche intende proprio valorizzare questo importante patrimonio immateriale attivando progetti con i territori dei coinvolti nell’itinerario dantesco. Tra questi, spicca il Comune di Gradara, ente capofila del progetto “Francesca 2021”, che abbraccia il territorio da Urbino a Pesaro e mira ad attivare percorsi virtuosi tra i luoghi marchigiani citati da Dante nella Divina Commedia.

Continua l'esplorazione attraverso le seguenti proposte:

Viaggio nelle Marche sulle orme di Dante

D'Amicizia e Poesia, Scene di vita dantesca