Le Marche delle Signorie
Riduci
Dal Gotico Internazionale al Rinascimento 
 

Urbino, Fabriano, Fermo, San Severino Marche, Camerino furono alcune delle città al centro del rin-novamento culturale tra il Trecento e Quattrocento noto con il nome di Gotico Internazionale. San Severino Marche è città simbolo dove nacquero ed operarono Lorenzo e Jacopo Salimbeni, lasciando importanti testimonianze pittoriche. I Salimbeni lavorarono anche a Urbino nell’Oratorio di S. Giovanni Battista (1416) agli affreschi dedicati alle Storie del Santo, considerati uno dei vertici europei del Gotico Internazionale. Gentile da Fabriano, che era “grandissimo per fama nel mondo veneto” (ricordava Jacopo Bellini, 1436) nacque nelle Marche. A Fermo il capitolo artistico del Gotico è, invece, testimoniato dallo splendido Messale de Firmonibus (Museo del Tesoro), miniato da Giovanni Ugolino da Milano intorno al 1436, e dalle preziose tavole di Jacobello del Fiore. Lo stile gotico venne utilizzato anche nelle costruzioni architettoniche che a Fermo nell’Oratorio di S. Monica raggiunse risultati elevatissimi.
L’Umanesimo nelle Marche è una stagione felice. Le Signorie dei Montefeltro a Urbino, i Da Varano a Camerino, i Della Rovere a Senigallia crearono le condizioni per lo sviluppo delle arti figurative e delle lettere. La rinascita culturale del territorio raggiunse il suo massimo splendore artistico con Federico da Montefeltro che fece di Urbino la culla dell’arte italiana. Nella corte ducale -sotto l’ultimo duca dei Montefeltro, Guidobaldo I e sotto il suo successore Francesco Maria I Della Rovere, nipote del papa Giulio II - si raccoglievano eleganti nobildonne, in primo luogo Elisabetta ed Eleonora Gonzaga ed altri personaggi come Baldassarre Castiglione Giulianode’ Medici, BernardoDovizi da Bibiena e Bembo, che iniziò la stesura delle Prose della volgar lingua. Alla “città in forma di palazzo” (Il Cortegiano, Baldassarre Castiglione) lavorarono Donato Bramante, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini e illustri pittori, come Piero della Francesca e Paolo Uccello. Raffaello respirò l’arte del palazzo accanto al padre Giovanni Santi, pittore di corte. La Signoria di Giulio Ce-sare Da Varano ha se-gnato la storia, la cultura e l’arte della capitale Camerino. Lo stesso fecero i Malatesta a Fano. Costruzioni rinascimentali furono disegnate anche ad Ascoli Piceno con Cola di Amatrice e Bernardino di Pietro nel Palazzo dei Capitani, nella Loggia e nella splendida piazza porticato.